Orvieto è una delle migliori enclave italiane per quanto riguarda i vini bianchi. Rappresenta anche una fetta importante dell’Umbria del vino: oltre il 55% del vino prodotto in questa Regione proviene infatti da Orvieto, anche se da un punto di vista strettamente enologico potremmo definire l’Orvieto più Toscana e Lazio che Umbria. Fatto sta che la millenaria storia di questo vino l’ha collocato qui, ai piedi di una città con caratteristiche tali che già gli etruschi sapevano sfruttare con le sue grotte naturali di tufo. È dopo la seconda guerra mondiale che inizia la storia moderna di Orvieto, con la costituzione di un commercio vitivinicolo reale, in coincidenza della creazione della prima grande cooperativa: prima della guerra il vino era solo un sostentamento familiare, non c’era un vero mercato. Dalla fine degli anni ’40 le più importanti case toscane che tradizionalmente non producevano vini bianchi, iniziarono ad approvvigionarsi a Orvieto. Il disciplinare di produzione dell’Orvieto prevede un utilizzo minimo del 60% di Grechetto e Trebbiano, le due varietà storiche, ma chi produce con qualità le utilizza all’80-90%, fino al 100%.

L’Orvieto, nella sua accezione più ampia, delinea una Doc che va dal casello di Attigliano fino a quello di Fabro, il Classico indica una zona più ristretta e comprensibile storicamente, il Superiore con minor quantità per ettaro garantisce maggiore qualità. E poi ci sono anche il secco, l’amabile, l’abboccato, il dolce e il Muffa Nobile, eccezionale per qualità.

Orvieto è una grande realtà e considerando il terroir tipico nella zona nord vanta terreni sedimentari, argillosi e sabbiosi, marini, profondi, calcarei. Notevoli potenzialità che garantiscono vini d’incredibile struttura, longevi, dalla spiccata mineralità, dalla freschezza invidiabile.

E in quale parte del mondo andiamo oggi a degustare il nostro Orvieto? In Germania è la risposta. E ovviamente non potevamo che prendere in considerazione uno dei simboli della storia culinaria teutonica, il Bratwurst di Norimberga. Ho testato personalmente in Germania molte volte questo abbinamento: i nostri commensali, abituati ad ordinare birra, ne sono rimasti entusiasti.

Il Bratwurst di Norimberga è famosissimo e la sua storia è antichissima. Nasce nel 1462 e secondo la leggenda la salsiccia di Norimberga è molto piccola perché poteva essere venduta dopo il coprifuoco ai clienti consegnandola attraverso il foro della chiave dei portoni. Leggende a parte è in effetti una salsiccia di piccole dimensioni, prodotta seguendo un disciplinare rigidissimo: pesa al massimo 25 grammi ed è composta da carne di maiale di prima qualità. Normalmente è arrostita alla brace o servita in brodo. La migliore versione che abbiamo provato era lessata in brodo e accompagnata con crauti, insalata di patate e rafano. La succulenza, l’acidità e la piccantezza del piatto hanno sempre trovato un matrimonio ideale con l’Orvieto, grazie alla freschezza di un vino che ha nel frutto fragrante, nella sua struttura e nella sua profondità i punti di forza. Potenza e leggerezza al tempo stesso quindi, caratteristiche fondamentali per bilanciare le note intense della classica preparazione made in Germany.

Prosit!