Incontriamo Giacomo Salizzoni in borgo Pinti, davanti al Four Season, nel cuore di Firenze. Arriva con la sua vespetta e ci accoglie nello spettacolare Orti Dipinti, il primo community garden del capoluogo della Toscana.

La prima emozione che si prova entrando nell’orto è quella dello stupore. Sì, perché un orto senza terra non si è mai visto. Ed è questa la sfida più grande. Orti Dipinti sorge nel centro della città, e precisamente in una ex pista di atletica, che si presenta ancora col suo colore rosso ad abbracciare uno spazio aperto e condiviso.

Come crescono le piante? In casse di legno per trasporto merci, materiale di recupero donato da un community garden austriaco e nutrite attraverso ampolle di terracotta interrate che vengono riempite d’acqua e inumidiscono il terreno senza dispersioni. La chiamano slow water ed è una forma di irrigazione sostenibile che limita gli sprechi salvaguardando le risorse del pianeta. Una sorta di miracolo che funziona grazie ai volontari che curano le piante, si occupano delle pulizie e della altre mille attività ecosostenibili legate al progetto.

Bolognese, architetto dalle mille sfaccettature, ex guerrilla gardener,Giacomo Salizzoni ci spiega qual è la filosofia del community garden che non vuole essere semplicemente un orto.

Giacomo Salizzoni, creatore di Orti Dipinti

Il Community Garden è un luogo di apprendimento e insegnamento che parla di scelte alimentari sane, di ricerca e formazione, di professionalità e cultura: dove ci si concentra sulle persone e dove si scopre insieme il giardinaggio urbano biologico attraverso la sua applicazione nella vita quotidiana.
Chi partecipa mette in atto un percorso educativo e sociale basato sull’applicazione di nuove pratiche di agricoltura e una maggiore conoscenza dell’ambiente.
Promuove la socializzazione e la collaborazione, favorendo la condivisione e la creazione di nuove forme di cooperazione sociale.
Ad esempio, la pista di atletica sulla quale nasce l’orto era destinata ai frequentatori dell’Istituto Barberi, un’associazione di volontariato impegnata nell’assistenza e nell’orientamento al lavoro di ragazzi disabili. Gli stessi ragazzi che oggi frequentano l’orto e partecipano alla sua vita.

Ed è dalla condivisione della passione per l’ambiente e per la cooperazione sociale che nascono le attività che animano gli Orti Dipinti: le lezioni sulle erbe aromatiche, i laboratori per bambini, i workshop sulla preparazione degli infusi o sulla creazione di oggetti partendo da materiali di recupero.

L’orto è aperto a tutti: si può semplicemente visitare, si può fare volontariato prendendosi cura delle piante, o iscriversi all’Associazione per partecipare attivamente alla causa.

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Santa Cristina ha deciso di sostenere la passione di Giacomo per l’orto e per il design: tutto è partito dalla donazione di alcune casse di vino che sono state poi utilizzate per le sedute, i tavoli, le panche e altri oggetti che si trovano nel giardino.

Il legno si è via via trasformato in mille oggetti: porta piante aromatiche, casette per animali domestici, appendiabiti, pattumiere ecologica, mobiletti funzionali.

E da qui è nata l’idea di creare un laboratorio di sperimentazione e ricerca sulla trasformazione di questo caldo materiale di recupero.

I progetti in corso di definizione sono tantissimi, alcuni sono così interessanti che non vediamo l’ora di vederli nascere e di poterli raccontare.

Continuate a leggerci perché presto avremo una nuova passione da condividere!

Scheda Orti Dipinti

Dove si trova:

In centro a Firenze, in Borgo Pinti 76 davanti al Four Seasons Hotel

Orari di apertura:

dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle 18.00 e la domenica dalle 9.00 alle 13.00

Attività di volontariato:

il martedì, giovedì e sabato dalle 10.30 alle 13.00

Web e social:

www.ortidipinti.it e https://www.facebook.com/CommunityGardens